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Il Divertor Tokamat Test Facility: infrastruttura strategica
ll Divertor Tokamak Test Facility (DTT), in costruzione presso il Centro ENEA di Frascati, è un’infrastruttura strategica nella roadmap verso lo sfruttamento della fusione nucleare come fonte di energia pulita. Sostenuto da EUROfusion e da oltre 600 milioni di euro tra fondi ENEA, UE (anche PNRR), ministeri e Regione Lazio, il progetto coinvolgerà per più di 30 anni centinaia di addetti altamente qualificati, con forte impatto sulla filiera industriale.
Il DTT è sviluppato in collaborazione con ENEA, consorzi di ricerca (CREATE, RFX, ICAS), ENI, INFN e numerose università italiane, e si pone come anello di congiunzione tra i grandi progetti internazionali ITER e DEMO; quest’ultimo destinato a immettere energia da fusione in rete intorno alla metà del secolo. Scopo principale è studiare la gestione dei grandi flussi di energia prodotti dal plasma, individuando materiali e soluzioni in grado di sopportare condizioni estreme.
La tecnologia del DTT sarà simile a quella di ITER, ma orientata a un vasto programma di test. Il tokamak a forma di “D”, cilindro alto 10 m e con raggio di 5 m, conterrà circa 30 mc di plasma portato oltre i 100 milioni di gradi e attraversato da correnti di circa 6 milioni di ampere, con carichi termici fino a decine di MW/m². A pochi centimetri dal plasma, 42 km di cavi superconduttori niobio-stagno e niobio-titanio opereranno a circa –269 °C.
Elemento chiave è il “divertore”, realizzato in tungsteno o metalli liquidi, sostituibile da remoto, incaricato di ricevere i flussi di energia dal plasma. Il funzionamento sarà supportato da un sofisticato sistema diagnostico con centinaia di sonde, da un avanzato sistema di controllo del confinamento del plasma e da un potente riscaldamento ausiliario (45 MW) tramite onde ciclotroniche e iniezione di fasci neutri. Una nuova linea elettrica, finanziata dalla Regione Lazio, alimenterà l’impianto.
Il DTT consolida il ruolo di primo piano dell’Italia nella ricerca sulla fusione, che già vanta una forte presenza industriale in ITER (oltre 500 aziende e appalti vicini al miliardo di euro) e una partecipazione di vertice nei programmi EUROfusion, Fusion for Energy, DEMO, Broader Approach e ITER stesso, con significativi ritorni scientifici ed economici a livello nazionale ed europeo.